dipendenza sesso

Dal cybersex alla cybersex addiction

Con l’avvento delle nuove tecnologie e lo sviluppo crescente delle rete si è progressivamente assistito ad un incremento delle attività ad essi legate. Le nuove tecnologie hanno profondamente modificato e trasformato i modelli di comunicazione sociale e di relazione interpersonale (Griffiths, 2012).

La rete è diventata fonte di attività ludiche, aggregative, bacino di informazioni e opportunità, possibilità di reperire tutto e subito ed in maniera semplice.

Una delle attività da sempre connesse alla rete è l’accessibilità a contenuti di natura pornografica. Il termine cybersex è stato coniato per riferirsi ad attività online nella quali Internet viene utilizzato per raggiungere gratificazione sessuale attraverso esperienze erotiche ed interattive (Döring, 2009). L’esperienza del sesso online include non solo il prendere visione di materiale, ma anche comprare prodotti da negozi specializzati, cercare informazioni di natura sessuale, contattare prostitute, fare esperienze di sesso virtuale (Döring, 2009). In questo contesto le caratteristiche di Internet , quali anonimato, economicità e accessibilità promuovono le attività legate al cybersex poiché la rete viene considerata come una alternativa sicura rispetto agli incontri nella vita reale (Cooper, Scherer, Boies, & Gordon, 1999).

L’utilizzo di Internet a scopo sessuale non è necessariamente qualcosa di negativo o pericoloso. L’avvento della rete ha di fatto portato con sé numerosi aspetti positivi rispetto alle esperienze sessuali che le persone possono fare. Bisogna però chiedersi quando tale attività diventi patologica, quando di fatto si debba parlare di dipendenza da sesso online ovvero di cybersex addiction.

Non è possibile definire una netta linea di demarcazione fra ciò che è considerato normalità e ciò che è patologia. E’ infatti più opportuno descrivere il fenomeno del sesso online mediante un continuum che si estende tra una polarità adattiva di utilizzo e, al polo opposto, una modalità problematica (Cooper et al., 1999). In questo continuum vengono identificati tre profili di utenti:

• ricreativi: utilizzano il web a scopo ludico e ricreativo e per intrattenersi;
• compulsivi: individui che manifestano tratti sessuali compulsivi e sperimentano conseguenze negative a seguito dell’uso che fanno della rete;
• a rischio: persone che, se non fosse per l’avvento di Internet, non avrebbero mai sviluppato comportamento di dipendenza (Cooper et al., 1999).

Ad oggi, sebbene, in letteratura, non vi sia consenso unanime relativamente alla definizione e ai criteri diagnostici riguardanti il fenomeno della cybersex addiction, sembra esserci crescente sostegno per la classificazione del fenomeno come una dipendenza comportamentale (Laier & Brand, 2014). Tuttavia, allo stato attuale non si può ancora parlare di vera e propria patologia non essendo tale dipendenza inserita all’interno del Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM-5; APA, 2013). La difficoltà nella definizione è dovuta al fatto che quando si parla di dipendenza da sesso online ci si trova di fronte ad una sovrapposizione: da un lato il fenomeno può essere visto, come una particolare forma di dipendenza da Internet (Young, 1999b), dall’altro lato il comportamento è strettamente legato e può essere spiegato come forma di dipendenza da sesso declinata in uno specifico contesto, ovvero quello della rete.

Ad oggi il fenomeno può essere definito in questi termini: comportamento in cui il “soggetto si dedica in modo sempre più compulsivo all’uso di Internet per trovare un partner o materiale erotico, fino a considerare l’eccitazione che ne deriva come forma primaria di gratificazione sessuale e fino a ridurre l’investimento sul partner reale. Inoltre il disagio scaturito dalla dipendenza porta il soggetto a nascondere le proprie relazioni virtuali agli altri, provando sentimenti di colpa o vergogna” (Young, 1999b).

Ancora, eccessivo ed incontrollato coinvolgimento in attività sessuali online associate ai seguenti sintomi:

• Persistente desiderio o sforzi infruttuosi di fermare, ridurre o controllare i comportamenti legati al cybersex;
• Persistenti ed intrusivi pensieri relativi a tale attività, alla stregua di ossessioni;
• Utilizzo del sesso online con lo scopo di regolare l’umore e astinenza, intesa come stato d’animo negativo nel momento in cui non è possibile accedere a tale pratica;
• Tolleranza cioè bisogno di utilizzare sempre per più tempo la rete e accedere a sempre nuovi contenuti;
• Conseguenze negative (Grov, 2008).

E’ quindi opportuno interrogarsi sul perché alcune persone sviluppino dipendenza da sesso online e altre no. Recenti studi hanno ipotizzato che lo sviluppo della dipendenza da cybersex sia di natura multifattoriale individuando fattori di natura contestuale, legati alle caratteristiche intrinseche della rete (anonimato, accessibilità, economicità) in associazione con predisposizione e caratteristiche personali del soggetto. La persona deve avere bisogni che possono essere soddisfatti attraverso l’utilizzo di Internet, come ad esempio il bisogno di soddisfazione sessuale o la necessità di reperire informazioni sull’argomento. Inoltre devono essere presenti specifiche idee rispetto al cybersex, i soggetti devono aspettarsi che quel comportamento produrrà effetti in termini di gratificazione o di sollievo e quindi metteranno in atto il comportamento come strategia di coping disadattiva (Cooper, 2004). Anche specifiche caratteristiche personali sembrano essere implicate: è stato rilevato che traumi o eventi negativi accaduti nel passato, come abusi fisici emotivi o sessuali (Kor, Zilcha-Mano, Fogel, Mikulincer, Reid, & Potenza, 2014), relazioni familiari caotiche (Billieux, Gay, Rochat, Van der Linden, 2010), senso di vergogna e bassa autostima (Flores, 2004), così come disturbo del controllo degli impulsi (Blankenship & Laaser, 2004), aspetti psicopatologici come ansia e depressione (Brand, Laier, Pawlikowski, Schachtle, Scholer, & Altstotter-Gleic, 2011), nonché comportamenti sessuali disfunzionali nella vita reale (Delmonico & Miller, 2003) e presenza di altre dipendenze (Irons & Schneider, 1994) fungono da terreno fertile per il potenziale sviluppo e mantenimento della cybersex addiction. In tutto questo un ruolo centrale lo gioca il rinforzo: quando un individuo mette in atto un comportamento, in questo caso la ricerca di gratificazione sessuale mediante Internet, questo è rinforzato dalla risposta positiva che ne risulta, l’individuo è quindi rinforzato a continuare l’attività e a eseguirla più spesso per ottenere la risposta uguale a quella associata all’evento iniziale (Davis, 2001).

Nel 2014, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto l’abuso delle tecnologie digitali come dominio di interesse per la salute pubblica (WHO, 2014). In riferimento alla cybersex addiction sono stati di fatto rilevate conseguenze negative tra cui depressione, ansia e difficoltà relazionali, problemi a livello professionale e finanziario, diminuzione dell’interesse per la sessualità offline (Voon, Mole, Banca, Porter, Morris, Mitchell & Irvin, 2014), isolamento interpersonale (Levin, Lillis, & Hayes, 2012) diminuzione della soddisfazione sessuale (Stack, Wasserman, & Kern, 2004), sentimenti di colpa e vergogna (McBride, Reece, & Sanders, 2007), diminuzione delle prestazioni professionali e delle relazioni interpersonali, nonché problemi con il partner e con i figli (Schneider, 2000).

In conclusione, sebbene negli ultimi anni ci si stia sempre più interrogando sulla natura del fenomeno, appare evidente che vi sono ancora aspetti che necessitano di approfondimento. È di fatto necessario chiarire quanto più possibile in modo definito e condiviso i criteri diagnostici da associare al problema. In questo modo sarà possibile indagare in modo sistematico aspetti caratteristici di questa particolare forma di dipendenza nonché il suo funzionamento e le conseguenze ad essa associate.

Dott.ssa Elena Carraro

 

Bibliografia

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