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L’ansia, che caratterizza le persone che soffrono di questo disturbo, non è concentrata o elicitata da un particolare oggetto o situazione (ovvero, è aspecifica). Nel commentare le sue difficoltà l’individuo è di solito preciso e appropriato nel riconoscere per primo la discrepanza tra dimensione reale delle difficotà da affrontare e quota d’ansia che queste evocano, ma non riesce a fare a meno di preoccuparsi.
Il disturbo è cronico: di solito si presenta in età precoce, tanto che il paziente riferisce di essere ansioso "da sempre".
L’individuo può essere preoccupato per la salute, il lavoro, i familiari, senza che vi siano reali motivi, tanto che risulta difficile identificare una causa a cui attribuire lo stato di apprensione.
I sintomi caratteristici sono quelli degli stati d’allarme, contraddistinti da una condizione psichica di generale attesa apprensiva, e da numerosi segni e sintomi fisici di attivazione vegetativa (hyperarousal): si può presentare emicrania, palpitazioni, vertigini e insonnia, difficoltà a concentrarsi, tensione muscolare, irrequietezza.
Trattamento
La psicoterapia cognitivo-comportamentale mira a modificare le cognizioni distorte del paziente, che lo portano a vivere la maggior parte degli eventi come possibili catastrofi, e sostituisce i pensieri ansiosi con visioni maggiormente aderenti alla realtà.
Sono molto utili anche le tecniche di rilassamento perché insegnano alla persona a controllare i sintomi neurovegetativi causa di malessere.
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