| |
Il Disturbo Post-traumatico da Stress si sviluppa in seguito all’esposizione ad un evento stressante e traumatico che la persona ha vissuto direttamente, in cui si è sentita in grave pericolo, o a cui ha assistito. In questi casi l’individuo spesso prova paura intensa, senso di impotenza e/o orrore.
I sintomi del Disturbo Post-traumatico da Stress sono fondamentalmente raggruppati in tre categorie:
1. continuare a rivivere l’evento traumatico attraverso immagini, pensieri, percezioni, incubi notturni;
2. evitare il più possibile gli stimoli associati all’evento, unitamente ad una diminuzione dell’attività generale: l’individuo si sforza di non pensare al trauma o di evitare stimoli che possano riportarglielo alla mente. Si manifesta anche una diminuzione dell’interesse per gli altri, senso di distacco e di estraneità;
3. sentirsi in uno stato di iperattivazione ricorrente, lamentando difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno, difficoltà a concentrarsi, ipervigilanza, irritabilità ed esagerate risposte di allarme, come sobbalzare per un nonnulla.
I sintomi possono presentarsi immediatamente dopo il trauma o dopo mesi e possono durare più anni.
Trattamento
Nell’immediato vengono generalmente affrontati i sintomi ansiosi tramite tecniche di rilassamento (Jacobson, Training autogeno etc), che possono fornire un sostegno immediato.
È un passo fondamentale del trattamento affrontare altri sintomi, come, ad esempio, l’evitamento. Attraverso la tecnica della Desensibilizzazione sistematica, che si basa sul ricordo graduale del trauma associandolo ad esercizi di rilassamento, si possono aiutare molte persone affette da PTSD a ricordare l’evento traumatico senza sperimentare ansia in misura eccessiva.
Altre tecniche che vengono impiegate, per esporre gradualmente la persona alle situazioni che ricordano l’episodio traumatico, sono:
l’esposizione in immaginazione, una tecnica che si basa sull’esposizione del soggetto al ricordo del trauma attraverso resoconti verbali e immaginativi;
l’esposizione in vivo, una tecnica che consiste nel confronto graduale e controllato con quelle situazioni ansiogene precedentemente evitate dal soggetto.
La ristrutturazione cognitiva, che si concentra sulle credenze e assunzioni del soggetto circa se stesso, gli altri e il mondo.
Il disagio psichico di molti traumatizzati sopravvissuti, per esempio, è legato al senso di colpa per "avercela fatta" mentre tanti altri innocenti sono morti al proprio posto per caso; nei parenti, invece, insorge una intensa difficoltà ad elaborare il lutto ossia ad accettare la perdita.
|
|
|