• Accumulo compulsivo

Accumulo compulsivo

 

Che cos’è l’accumulo compulsivo?

Tutti noi abbiamo la tendenza a conservare oggetti inutili o a lasciare che si accumulino in cantina, negli armadi o anche sulla scrivania. Penne finite che rimangono in mezzo a quelle buone, indumenti logori che oramai non ci vanno più bene e vecchie carte che non sappiamo neanche più di avere. Questi oggetti, però, non interferiscono con la nostra vita quotidiana.

Le persone che soffrono di accumulo compulsivo, invece, possono ritrovarsi a vivere in uno spazio ridotto della propria casa a causa delle eccessive cianfrusaglie accumulatesi. Arrivano a parcheggiare la macchina fuori perché il garage è inutilizzabile oppure non usano più la cucina perché, letteralmente, non ci si può muovere.

Chi soffre di accumulo compulsivo non riesce a liberarsi della maggior parte degli oggetti di cui entra in possesso – vestiti, soprammobili, vecchi elettrodomestici non più funzionanti ma anche vecchi giornali, imballaggi di alimenti, bustine di zucchero prese dai bar e, a volte, anche animali.

Oltre a non riuscire a sbarazzarsi dei propri averi – anche se di nessun valore economico e affettivo – queste persone spesso tendono a ricercare attivamente differenti categorie di oggetti da poter accumulare. L’acquisizione eccessiva è un tratto distintivo dell’accumulo compulsivo che caratterizza l’80-90% di chi ne soffre. La metodologia di acquisizione più comune è l’acquisto eccessivo, seguito dall’acquisizione di oggetti gratuiti come volantini oppure quegli oggetti buttati via da altre persone.

In Italia il fenomeno ha iniziato ad entrare nell’immaginario collettivo grazie alla serie televisiva ‘Sepolti vivi’.

 

Quali sono le caratteristiche dell’accumulo compulsivo?

L’accumulo compulsivo è un disturbo dello spettro ossessivo-compulsivo il cui tratto caratteristico è la difficoltà a separarsi dagli oggetti accumulati, anche se di nessun valore.

Circa il 75% delle persone che soffrono di accumulo compulsivo, soffrono anche di disturbi dell’umore o di disturbi d’ansia. In particolare i disturbi che si trovano associati più frequentemente sono la depressione, la fobia sociale e il disturbo d’ansia generalizzato.

 

Come posso sapere se soffro di accumulo compulsivo?

Solo un professionista che abbia dimestichezza con questo tipo di disturbo può diagnosticare con sicurezza l’accumulo compulsivo. Una diagnosi accurata in ambito psicologico, inoltre, punta a mettere a fuoco in maniera meticolosa i differenti aspetti di quel peculiare accumulo compulsivo di cui soffre quella determinata persona, e che quindi non è riducibile ad una semplice generica etichetta.

È normale collezionare o anche solo tenere alcuni oggetti che non siano di valore. Qualora ti trovassi nella condizione di vivere in una casa in cui molti spazi che altrimenti sfrutteresti siano in realtà riempiti da cumuli di oggetti e se non riesci a buttare oggetti che non hanno alcun valore, economico o sentimentale, può essere il caso di chiedere aiuto.

 

Il trattamento dell’accumulo compulsivo

L’accumulo compulsivo è una condizione che la ricerca ha identificato e iniziato a studiare da pochi anni. Al momento non vi è una terapia basata sull’evidenza (Evidence Based Therapies) efficace per il trattamento di tale disturbo. Sebbene si riesca, con molto lavoro, ad aiutare chi ne soffre a svuotare la propria casa dagli oggetti superflui, la ricaduta a pochi anni del trattamento rappresenta la norma.

In tali casi la terapia va considerata come un supporto per evitare peggioramenti che portino a condizioni insostenibili. Il paragone è con patologie come il diabete: la qualità della vita ne rimarrà intaccata e l’insulina non servirà a guarire ma a gestire, in parte, il disturbo.

 

Domande frequenti

 
Quanto è comune l’accumulo compulsivo?

I dati epidemiologici mostrano che ne soffre tra il 2 e il 6% della popolazione.

 
A che età inizia?

Il decorso più comune dell’accumulo compulsivo mostra che i primi sintomi iniziano a manifestarsi generalmente attorno agli 11-15 anni, iniziano a creare disagio dopo i 20 e causano una significativa compromissione dopo i 30 anni.

 
L’accumulo compulsivo è ereditario?

L’accumulo compulsivo ha forti basi genetiche. La ricerca mostra che la metà di chi ne soffre ha dei parenti che accumulano.