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Stress

 

Che cos’è lo stress

Il vocabolo “stress” è stato introdotto nella lingua italiana piuttosto recentemente. Si tratta di un termine ingegneristico, preso a prestito dalla metallurgia, che sta ad indicare il punto di cedimento di un metallo sottoposto a pressione. Il primo ad introdurre questo termine nell’ambito della medicina fu un fisiologo di nome Walter Cannon. Il vocabolo si diffuse poi in Italia per merito del fisiologo Hans Selye, verso la metà degli anni ’50

Lo stress è una normale risposta fisiologica a qualsiasi evento che comporti una minaccia o un cambiamento rispetto alla nostra routine, che si tratti di un evento negativo (ad es., una notte insonne) o positivo (ad es., un colloquio di lavoro o un matrimonio). Quando il cervello percepisce una situazione di pericolo – vero o immaginato – per adattarsi a tale situazione induce una reazione automatica detta di ‘attacco o fuga’. Questo avviene tramite una reazione a catena messa in moto dal rilascio dell’ormone dello stress nel sangue con lo scopo di preparare il corpo a reagire con prontezza in situazioni di emergenza.

 

La resilienza

In ingegneria il termine resilienza indica la capacità di un materiale di ritornare alla forma originaria dopo essere stato sottoposto a forze che lo hanno deformato. Similmente, in psicologia tale termine indica la capacità delle persone di fronteggiare situazioni difficili senza rimanere scottati da queste esperienze.

 

Sintomi dello stress negli adulti

I principali sintomi cognitivi includono: problemi di memoria, difficoltà di concentrazione, scarsa capacità di giudizio, preoccupazione continua, ansia.

  • I principali sintomi emotivi includono: sbalzi d’umore, irritabilità, agitazione, incapacità a rilassarsi, sensazione di solitudine.
  • I principali sintomi fisici includono: stanchezza, dolori, diarrea o costipazione, nausea, tachicardia, dolori al petto.
  • I principali sintomi comportamentali includono: dormire troppo o troppo poco, mangiare di più o di meno, isolarsi dagli altri, procrastinare o evitare le responsabilità, aumentare l’assunzione di alcolici, fumare di più.

 

Sintomi dello stress nei bambini e gli adolescenti

I ragazzi di tutte le età, ma specialmente i più piccoli, possono avere difficoltà a riconoscere e verbalizzare un forte stress. Nei bambini si può osservare un cambiamento nel comportamento abituale. I cambiamenti più comuni includono: irritabilità, abbandonare attività che prima erano piacevoli, continua espressione di preoccupazioni, eccessive lamentele riguardo la scuola, frequenti crisi di pianto, reazioni di paura inaspettate, ansia da separazione, alterazione del ciclo sonno-veglia, alterazione dell’appetito.

Negli adolescenti, mentre passare sempre più tempo con amici e coetanei rappresenta una normale parte del processo di crescita, evitare i genitori in maniera significativa, abbandonare amiciche si conoscevano da sempre per nuove conoscenze oppure esprimere una forte ostilità verso i membri della famiglia può indicare che l’adolescente stia vivendo un forte stress.

 

I fattori che aiutano a fronteggiare lo stress

Il Prof. Dennis Charney della Mount Sinai School of Medicine di New York ed il Prof. Steven Southwick dell’Università di Yale in vent’anni di pratica clinica hanno identificato 10 abitudini comuni delle persone che si sono dimostrate resilienti anche davanti a esperienze traumatiche.

 

  • Mantenere un atteggiamento ottimista ma realistico
  • Capacità di fronteggiare le proprie paure
  • Affidamento alla propria ‘bussola morale’
  • Rivolgersi a pratiche religiose o spirituali
  • Cercare e accettare supporto
  • Imitare l’esempio di persone forti
  • Mantenersi fisicamente in forma
  • Rimanere mentalmente lucidi
  • Flessibilità mentale ed emotiva (trovare un modo per accettare ciò che non si può cambiare)
  • Cercare un significato e un opportunità in mezzo alle avversità

 

Come gestire lo stress

Ci sono due strade parallele da percorrere. Lo stress è una reazione derivata dalla valutazione di una situazione come minaccia e non causata dalla situazione in sé. Andando ad intervenire sul modo di percepire gli eventi andremo a privarle del loro potenziale stressante. Alcune situazioni determinano uno stress prolungato (vedi una malattia cronica) oppure in alcuni periodi può capitare di dover fronteggiare più situazioni difficili contemporaneamente.

Molte situazioni continueranno comunque a provocare stress, per questo si insegnano delle tecniche di rilassamento e di gestione delle emozioni (ad es., training autogeno, biofeedback o Mindfulness).

Lo stress agisce attivandoci fisiologicamente tramite il sistema simpatico che è un acceleratore, è in grado di attivarci ma non di farci stare quieti. Le tecniche di rilassamento vanno ad agire sul sistema parasimpatico che è un freno e quando viene attivato contrasta l’attivazione del sistema simpatico portandoci ad uno stato di rilassamento vigile e consapevole.