• terapia cognitivo comportamentale

Terapia cognitivo comportamentale

 

A cosa serve la terapia cognitivo comportamentale?

La terapia cognitivo comportamentale mira a modificare le emozioni, i comportamenti e i pensieri disfunzionali dell’individuo, in modo da migliorarne la qualità di vita o di risolvere l’eventuale psicopatologia.

Per questo si avvale di procedure mirate alla modificazione non solo dei comportamenti manifesti, ma anche delle emozioni, dei convincimenti, degli atteggiamenti, degli stili cognitivi e delle aspettative del soggetto.

In cosa è diversa dagli altri approcci?

La terapia cognitivo comportamentale è:

  • Diretta allo scopo: dopo una prima fase di valutazione, vengono concordati insieme gli obiettivi da raggiungere. Viene quindi stabilito un programma di trattamento adatto alle caratteristiche e ai bisogni del singolo, vengono previsti i tempi dell’intervento e le modalità di valutazione dei cambiamenti desiderati.
  • Centrata sul presente: il lavoro terapeutico è volto ai problemi attuali dell’individuo e si basa sull’elaborazione di quello che succede nella sua vita attuale. L’esplorazione di ciò che è avvenuto nel passato risulta importante per capire meglio come si sono sviluppati e consolidati nel tempo i problemi oggi presentati, ma non costituisce l’elemento cardine su cui basare la terapia.
  • A breve termine: la durata dell’intervento può variare a seconda degli obiettivi, della gravità e della tipologia della problematica. Lo scopo della terapia tuttavia è quello di fornire alla persona le tecniche e gli strumenti per acquisire autonomia nella gestione delle situazioni problematiche; l’intervento quindi tende ad avere una durata limitata nel tempo, che in genere è contenuta tra i 3 e 9 mesi.
  • Pratica e concreta: la terapia fornisce all’individuo strumenti e tecniche pratiche di fronteggiamento e gestione dei problemi.
  • Scientificamente fondata: la terapia cognitivo comportamentale si basa su studi di efficacia e su protocolli di intervento scientificamente fondati (American Psychiatric Association; National Institute for Health and Clinical Excellence), che sono suggeriti sia da prestigiosi enti scientifici sia dalle direttive delle autorità sanitarie dei principali paesi europei.

Nel panorama cognitivo e comportamentale si pone molta importanza sul concetto di assessment, ovvero la valutazione approfondita che viene fatta ad ogni persona che voglia intraprendere, o stia valutando, un percorso psicoterapeutico per mettere a fuoco il suo funzionamento – mentale e comportamentale. Questa valutazione integra informazioni provenienti da diverse fonti: colloquio, test psicometrici, interviste strutturate, osservazione diretta e – quando necessario – misurazioni psicofisiologiche.

 

 

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