SCUOLA DI SPECIALIZZAZIONE

SEDI E CORSI

Le nostre sedi sono a Padova e a Rimini.

Le lezioni si svolgono generalmente:

  • a Padova in una giornata a cadenza settimanale (mercoledì o giovedì)
  • a Rimini in due giornate a cadenza bimensile (venerdì pomeriggio e sabato)

 

PROGRAMMA DIDATTICO

Pur sostanzialmente simili, i programmi didattici si differenziano tra le sedi di Padova e di Rimini, dove il curriculum dedica maggiore spazio alle problematiche del bambino, dei disturbi dell’apprendimento e dell’anziano.

Coordinatore didattico dei curricula dell’età adulta è il prof. Sanavio, coordinatore didattico dei curricula dell’età evolutiva e anziana è il prof. Cornoldi.

Il piano didattico prevede

  1. una parte generale, nel corso della quale sono sviluppati temi di metodologia, psicopatologia, diagnostica clinica, deontologia, promozione della salute, presentazione e discussione critica dei principali approcci psicoterapeutici;
  2. una parte specifica, nel corso della quale è approfondito l’approccio cognitivo e comportamentale e vengono sviluppate le teorie e le tecniche della psicoterapia cognitiva e comportamentale;
  3. un tirocinio in strutture pubbliche lungo tutti i quattro anni;
  4. una formazione personale, che è condotta in piccoli gruppi ed è comprensiva di specifici training pratici-clinici che sono svolti all’interno della scuola lungo tutti i quattro anni;
  5. una supervisione personale, che ha luogo con un supervisore di libera scelta del trainee e che prevede tanto aspetti di formazione personale quanto la supervisione delle psicoterapie attuate dal trainee nel corso del secondo biennio.

Parte generale

nel corso della quale sono sviluppati temi di metodologia, psicopatologia, psicodiagnostica clinica, deontologia, promozione della salute, presentazione e discussione critica dei principali approcci psicoterapeutici

Parte specifica

nel corso della quale è approfondito l’approccio cognitivo e comportamentale e vengono sviluppate le teorie e le tecniche della psicoterapia cognitiva e comportamentale

 

1° anno – 500 ore di formazione

  • 250 ore di docenza che includono:
    • Lezioni frontali di discipline propedeutiche e di psicopatologia dell’infanzia;
    • Esercitazioni pratiche nelle tecniche di colloquio, osservazione e assessment cognitivo e comportamentale;
    • Training specialistici: tecniche di rilassamento, training assertivo, parent training
    • Formazione personale;
  • 200 ore di tirocinio (prevalentemente attività psicodiagnostiche e di sostegno);
  • 50 ore di settimana residenziale a Cervia (Ravenna) o Parenzo (Croazia).

 

2° anno – 500 ore di formazione

  • 250 ore di docenza che includono:
    • Lezioni frontali di discipline psicodiagnostiche e psicopatologia dell’adulto;
    • Esercitazioni pratiche nelle tecniche psicodiagnostiche e nei principali test (CBA, MMPI-2, Millon Clinical Multiaxial Inventory – III, Beck Anxiety Inventory, Beck Depression Inventory -2, Padua Inventory, SCID-I e II);
    • Training specialistici: desensibilizzazione sistematica, problem-solving, gestione dello stress, gestione della collera, psicoterapia di coppia e dei disturbi sessuali;
  • 200 ore di tirocinio (prevalentemente attività di counseling e di sostegno);
  • 50 ore di settimana residenziale a Cervia (Ravenna) o Parenzo (Croazia);

 

3° anno – 500 ore di formazione

  • 250 ore di docenza che includono:
    • Lezioni frontali di psicopatologia dell’adolescente e dell’anziano, psicologia della salute e medicina comportamentale;
    • Esercitazioni pratiche nella consulenza e intervento con adolescenti e con anziani;
    • Training specialistici: tecnica della psicoterapia cognitiva, biofeedback, EMDR;
  • 150 ore di tirocinio (prevalentemente attività psicoterapia);
  • 100 ore di supervisione dei casi clinici:
    • 20 ore di supervisione personale (individuale);
    • 30 ore di supervisione d’aula (incluse nella quota annuale);
    • 60 ore di supervisione dei casi in carico in gruppo.

 

4° anno – 500 ore di formazione

  • 250 ore di docenza che includono:
    • Lezioni frontali di psicodiagnostica e psicopatologia dei disturbi di personalità e delle psicosi;
    • Training specialistici: psicoterapia di gruppo, training di regolazione emozionale, terapia metacognitiva e introduzione alle altre tecniche terapeutiche di terza generazione (ACT – Acceptance and Commitment Therapy, Dialectical Behavior Therapy, Mindfulness, Schema Therapy, ecc.);
  • 150 ore di tirocinio (prevalentemente attività psicoterapia);
  • 100 ore di supervisione dei casi clinici:
    • 30 ore di supervisione d’aula (incluse nella quota annuale);
    • 60 ore di supervisione dei casi in carico in gruppo.

TESINA DEL SECONDO ANNO

Nel corso del secondo anno è prevista la stesura di una breve tesi, di approfondimento di argomenti inerenti le tematiche sviluppate nel biennio.

Alcuni argomenti del piano formativo…

1° anno:
Condizionamento (classico ed operante)
Assessment
Teoria e tecnica del colloquio
Training (di assertività, di rilassamento, ecc.)
Disturbi specifici dell’apprendimento
Autismo
Adhd
Parent training

2° anno:
Disturbi d’ansia
Disturbi dello spettro ossessivo-compulsivo
Disturbi dell’età evolutiva
Psicodiagnostica in età evolutiva e dell’adulto
Valutazione dell’efficacia degli interventi psicoterapeutici
Test di personalità
Terapia del comportamento

3° anno:
Psicoterapia cognitiva
Psicoterapia dei disturbi alimentari
Psicoterapia dei disturbi ossessivi-compulsivi
Psicoterapia delle dipendenze
Tecniche di esposizione
Ristrutturazione cognitiva
Medicina comportamentale
Biofeedback
Disturbi sessuali

4° anno:
Psicoterapia con pazienti omosessuali
Psicofarmacologia
Stress management
Disturbi di personalità
Disturbi sessuali
Schema Therapy
Mindfulness
Emdr
Act
Dbt

 

ASSENZE

La frequenza è obbligatoria con una tolleranza per assenze giustificate pari al 20%:

  • 1 anno: concesse 60 ore
  • 2 anno: concesse 60 ore
  • 3 anno: concesse 50 ore
  • 4 anno: concesse 50 ore

SETTIMANA RESIDENZIALE

Per i primi due anni di corso, nel mese di Maggio, l’istituto di Terapia Cognitiva e Comportamentale organizza una settimana di studio intensiva e residenziale durante il corso della quale verranno approfonditi degli argomenti specifici. Gli stage sono svolti in strutture amene e le spese di soggiorno sono a carico di Itc; gli studenti dovranno provvedere unicamente al costo del proprio viaggio.

 

TIROCINIO

Durante il tuo percorso di studi quadriennale sarà necessario svolgere alcune ore di tirocinio:
1° anno: 200 ore 2° anno: 200 ore 3° anno: 150 ore 4° anno: 150 ore

E’ possibile svolgere il tirocinio presso una struttura pubblica o privata, purché convenzionata con l’ITC.L’elenco delle strutture convenzionate con l’ITC ti verrà consegnato ad inizio anno.

Non è possibile svolgere il tirocinio presso uno studio privato di psicoterapia

ABBONAMENTO ALLA RIVISTA

Nella quota annuale è incluso l’abbonamento alla “Rivista di Psicoterapia Cognitiva e Comportamentale. Italian Journal of Cognitive and Behavioural Psychotherapy”.

Si tratta di una rivista scientifica che pubblica articoli originali che contribuiscono allo sviluppo delle conoscenze teoriche ed al progresso della prassi clinica in psicoterapia cognitiva e comportamentale.

I tre fascicoli annuali verranno recapitati tramite posta con cadenza quadrimestrale al tuo indirizzo di residenza o dove preferisci.

 

ISCRIZIONE ALL’AIAMC

L’iscrizione all’AIAMC – Associazione Italiana di Analisi e Modificazione del Comportamento e Terapia Comportamentale e Cognitiva è indispensabile per iniziare e terminare il tuo percorso di studi. La quota associativa annuale è a carico del corsista.

Per conoscere cos’è l’AIAMC e a quali privilegi hanno diritto i suoi soci, consulta il sito www.aiamc.it

SUPERVISIONE DEI CASI CLINICI

Tutti gli approcci storicamente rilevanti in psicoterapia hanno attribuito importanza centrale al lavoro di supervisione, anzi lo hanno indicato come momento culminante di tutta la formazione professionale. Tutti gli approcci storicamente rilevanti fanno iniziare la supervisione dopo gli anni di formazione teorica e tecnica di base, durante i quali l’aspirante può al massimo assistere e osservare sedute di psicoterapia condotte dai maestri. Sotto la guida di un supervisore l’aspirante si avvia alla professione, inizia a trattare direttamente i suoi primi pazienti, in conformità alle diverse legislazioni delle diverse nazioni e in conformità alle indicazioni che riceve dal supervisore.

Spesso al supervisore è attribuito l’ampollosa denominazione di ‘didatta’ e solo psicoterapeuti particolarmente esperti possono vedersela attribuire dalle diverse società scientifiche nazionali e internazionali. Supervisori – o didatti che dir si voglia – rivestono il ruolo che, nelle comunità artigiane fin da tempi remoti, era svolto dai cosiddetti ‘maestri dell’arte’: dopo anni di apprendistato, il garzone di bottega veniva richiesto di prendere in mano lo scalpello e rifinire qualche dettaglio di una statua o metter mano agli alambicchi e distillare qualche elisir. Nell’arte dei barbieri avrebbe potuto prendere in mano ago e filo e richiudere l’addome di qualche ferito, sotto lo sguardo del barbiere (chirurgo) che aveva inciso e operato quell’addome. Non molto diverse sono anche oggi le cose nell’ambito artistico, ades., per un pianista, un violinista, un cantante lirico.

Venendo alle professioni psicoterapeutiche, qualcosa del genere faceva nell’ottocento l’aspirante ipnotista sotto lo sguardo del maestro, così faceva, negli anni ottanta, l’aspirante terapeuta familiare al di là dello specchio unidirezionale dove una coppia di maestri lo stavano osservando pronti ad intervenire. Caso appena un po’ diverso si aveva nella formazione psicoanalitica, dove la specifica attenzione sui processi transferali rendeva inopportuna l’osservazione diretta e privilegiava invece il resoconto verbale, con tutto il suo coacervo di emozioni, sensazioni, pensieri e fantasie che venivano riferite e analizzate. La tradizione comportamentale e cognitiva degli anni delle origini ha mutuato principalmente la supervisione con osservazione diretta e solo in seguito e come surrogato ha usato resoconti differiti e ben documentati.

Oggi la praticità dei mezzi di audio e video-registrazione offre opportunità e facilitazioni ai tempi insperate.
Veniamo all’attualità della buona formazione a sfondo cognitivo e comportamentale. Indicazioni cruciali si possono trovare nei “Training Standard” indicati dall’European Association for Behavioural and Cognitive Therapies (l’associazione-ombrello che assemblea le varie associazioni dei paesi europei e rilascia un’attestazione valida per la circolazione dei terapeuti tra paesi europei). Vediamo qualche dettaglio:

  • Feedback e discussione secondo una cadenza regolare

  • Utilizzo di materiale diretto e/o audio/video registrato

  • Un minimo di 200 ore di supervisione dell’attività di assessment e terapia

  • Un minimo di 8 casi seguiti dall’inizio alla fine

  • Un minimo di 3 diverse tipologie di problemi dei casi trattati.

Un’esemplificazione potrebbe essere data da un allievo che, nel corso di due anni (il terzo e il quarto di una formazione quadriennale), conduce settimanalmente quattro ore di attività terapeutica e ne discute i contenuti settimanalmente in due ore di supervisione su dette sedute.

Come tutte le convenzioni internazionali, questi criteri sono la mediazione tra tradizioni nazionali più severe e altre più blande. Nel complesso, non dovrebbero sembrare requisiti particolarmente aspri, se si pone mente a quanto avviene in professioni di simile qualificazione. Sono anzi forse appena il minimo per rassicurare l’utente di potersi affidare a cure competenti, oggi da parte dello specializzando, domani da parte del professionista.

Capita che vengano chiamate supervisione attività che supervisione non sono. Non è ‘supervisione’ il seminario di ‘discussione di casi’: dieci o più partecipanti, presentazione e discussione di uno o due pazienti, gli sviluppi successivi saranno discussi mesi dopo o mai. Tantomeno è ‘supervisione ‘la riunione d’équipe’: lo psicoanalista parlerà dei fantasmi di remota origine che sono emersi nel delirio del paziente, lo psicologo illustrerà i conflitti che attraversano la sua famiglia, l’assistente sociale sottolineerà l’esigenza che in quella famiglia qualcuno porti uno stipendio a casa, lo psichiatra si chiederà se sia il caso o meno di introdurre quel nuovo farmaco di cui si parla tanto bene.

Personalmente ho avuto l’onore e il piacere di far parte della commissione che in tempi non sospetti – prima cioè delle leggi che riconobbero in Italia la professione di psicoterapeuta – delineò il problema della supervisione nella formazione di psicoterapeuti cognitivi e comportamentali per una delle maggiori associazioni nazionali, l’AIAMC. La definizione di supervisione che demmo all’epoca è semplice e ancora attuale:

La Supervisione clinica può essere definita come un aiuto da parte di un collega a ciò qualificato a un collega interessato ad acquisire le capacità appropriate per la pratica della terapia cognitiva e comportamentale.
Dal punto di vista dell’allievo si configura, dunque, come un sostegno al proprio processo di apprendimento e crescita professionale, ed, eventualmente, personale, e non come fatto fiscale. Finalità primaria della supervisione clinica è offrire informazione, aiuto e sostegno a un allievo in formazione, affinché possa condurre una psicoterapia cognitiva e comportamentale valida ed efficace con i pazienti che ha in carico al momento attuale, affinché gradatamente acquisisca, con il progredire delle conoscenze e delle esperienze, la capacità di impostare e condurre autonomamente un trattamento comportamentale e cognitivo appropriato, con una gamma eterogenea di casi e con problematiche di varia complessità.”

Per queste attività si giudicò praticabile sia il setting individuale sia il piccolo gruppo (3, 4 eccezionalmente 5 persone), ma per altre più coinvolgenti nella sfera personale e intima si giudicò irrinunciabile il setting individuale:

Parte della supervisione deve avere carattere personale e garantire l’approfondimento delle problematiche relazionali nella conduzione del caso, nonché l’esame e l’approfondimento delle caratteristiche dell’allievo che vengono a interagire, e talora a interferire, con il trattamento a diversi livelli: sul piano della struttura cognitiva e delle aspettative, sul piano dell’attivazione emotiva e del coinvolgimento personale, sul piano del comportamento manifesto in seduta.

Nel caso italiano, bisogna considerare la successiva emanazione di una specifica regolamentazione della formazione in psicoterapia. Questa regolamentazione è stata e è puntigliosamente precisa su argomenti di lezioni teoriche e dimensioni di aule e bagni, ma è stata e rimane assolutamente vaga in materia di supervisione. Si dice che supervisione delle terapie degli allievi ha da esserci, non si dice né come né quanta abbia da essere. In alcuni contesti locali, proprio questa legislazione ha favorito il deterioramento di buone tradizioni prima in auge. A parlare con i responsabili di questa lacuna, nelle varie stagioni della Commissioni ministeriali preposte, si ricava un’impressione riassumibile nel detto contadino ‘chiudere la stalla una volta che i buoi sono scappati’.

Come si potrebbe descrivere il panorama italiano attuale? Schematizzando al massimo (e inchinandomi davanti ai non molti esempi che fanno eccezione!) direi che nelle scuole di specializzazione riconosciute di legge incontriamo poca attività di supervisione e molti ‘travestimenti’ da supervisione. Il ‘deragliamento’ dalla mission originaria è clamoroso nelle scuole psicoanalitiche, dove nessuno o quasi degli specializzati può scrivere in coscienza ‘psicoanalista’ nel biglietto da visita, poiché non raggiunge gli standard propri alla consuetudine nazionale e internazionale. Va meglio per la formazione in psicoterapia cognitiva e comportamentale: se è vero che la maggioranza degli specializzati non raggiunge gli standard sopra riportati, vero è pure che esiste una minoranza che li raggiunge e questa minoranza ha una sua dignitosa consistenza.

Come mai si è avuto questo degrado ? Mi aiuto con l’abusata, anzi stra-abusata, metafora del buon vino. La legge legifera su un qualsiasi ‘vino’ che si venda: esso ha da essere fatto con l’uva, deve raggiungere una certa gradazione, non deve contenere certe sostanze tossiche e così via. Non prescrive che quel vino sia ‘buono’ di aroma e di sapore! A garantirci la bontà di un certo vino sono premi e concorsi. A garantirci che un Chianti venga da quella zona di produzione sono i consorzi di denominazione d’origine e denominazione controllata.

Perché produrre dei vini ‘legali’ e di bassa qualità? Perché costano meno e si vendono meglio. Perché il mercato lo fanno i guru della pubblicità e le catene di supermercati, non gli esperti di vini.

Così l’autorizzazione ministeriale delle scuole di psicoterapia null’altro dice se non che regolamenti, programmi didattici, autorizzazioni, docenti, monte-ore, aule e bagni sono in regola. Non dice se la ‘psicoterapia del Chianti’ (chiamiamola così!) ha mai visto la terra del Chianti (fuor di metafora, una supervisione ‘seria’) o sia di denominazione e origine controllata. Tanto meno dice se sia ‘buona’ di aroma e di sapore. Ma questo è un altro e complicato discorso.

ESAME FINALE E TESI

Al termine dei quattro anni, il corsista dovrà sostenere l’esame finale per ottenere la Specializzazione in Psicoterapia Cognitiva e Comportamentale. Il titolo è  riconosciuto ufficialmente dal MIUR ed è valido per l’iscrizione nell’elenco degli Psicoterapeuti nell’albo dell’Ordine professionale di appartenenza. L’esame consiste nella discussione di una tesi che dovrà comprendere 8 casi trattati nel corso della supervisione.

DOCENTI

Anchisi Roberto
Balbo Marina
Beccia Laura
Bernardini Simona
Boggian Eliana
Canevisio Maria G.
Caretto Flavia
Cilia Silvana
Coradeschi Davide
Cornoldi Cesare
Di Pietro Mario
Dorz Stella
Florio Paoletta
Franceschina Emilio
Ghisi Marta
Graziani Pier Luigi
Leone Elisabetta
Manchisi Denise
Marchi Stefano
Masaraki Spiridione
Meneghelli
Michielin Paolo
Moderato Paolo
Montano Antonella
Nava Felice
Novara Caterina
Pedrabissi Luigi
Pizzo Susanna
Sanavio Ezio
Santinello Massimo
Shumann Romana
Spoto Andrea
Tiburzio Marco
Vicentini Marco
Zanus Lorena

BILIOTECA INTERNA

La biblioteca di ITC è inoltre provvista di molti libri di testo in lingua italiana ed inglese.

INFORMAZIONI GENERALI

La Scuola di Specializzazione in Psicoterapia dell’Istituto di Terapia Cognitiva e Comportamentale è riconosciuta dal Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica (D.M. del 24.10.94 e D.M. del 25.01.08).

La scuola è gestita secondo i criteri teorici e didattici indicati dall’AIAMC (Associazione italiana di Analisi e Modificazione del Comportamento e di terapia Comportamentale e Cognitiva). L’istituto è inoltre membro di EABCT (European Association for Behavioral and Cogntive Therapies),  del CIANS (Collegium Internationale Activitatis Nervosae Superioris), e dal 2016 ha ottenuto il certificato di accreditamento per la CBT ABAI (Associate Chapter della Association for Behavior Analysis International).

 

ISCRIZIONE ALLA SCUOLA DI SPECIALZZAZIONE

PREREQUISITI

Possono essere ammessi alla scuola i laureati in Psicologia e in Medicina e Chirurgia. L’iscrizione è subordinata al superamento di prove di ammissioni che consistono di norma in una serie di prove scritte e colloqui volti a valutare capacità, attitudini ed interessi ritenuti idonei ad intraprendere il percorso formativo dello psicoterapeuta e saggiare la preparazione in psicologia clinica, psicologia generale e metodologia della ricerca, entro le quali si iscrive l’orientamento teorico cognitivo-comportamentale. Il numero massimo di allievi che possono essere ammessi alla scuola è fissato in venti. Fra gli allievi che supereranno gli esami d’ammissione, verrà effettuata una graduatoria e saranno ammessi i primi venti soggetti che hanno riportato i punteggi più elevati.

ESAME D’AMMISSIONE

La prova consiste nella somministrazione di alcuni test di personalità e in un colloquio conoscitivo e motivazionale.

Per iscriversi all’esame di ammissione è necessario effettuare il pagamento di €155,00 (tramite bonifico o direttamente in sede al momento del colloquio), tale quota sarà scalata dalla prima rata della quota annuale in caso di iscrizione. Non verrà restituita in caso di mancata iscrizione.

Possono essere ammessi alla scuola i laureati in Psicologia e in Medicina e Chirurgia.

All’esame di ammissione è necessario portare con sé la seguente documentazione:

  • Certificato di laurea o copia autenticata della stessa, con votazione finale e votazione esami
  • Certificato di iscrizione all’Ordine professionale (se si è già sostenuto l’esame di stato)
  • Curriculum scientifico professionale
  • Eventuali pubblicazioni (ad es., tesi di laurea) che verranno restituite
  • Fotocopia del codice fiscale
  • 1 Fototessera

 

ESAME DI STATO E ISCRIZIONE ALL’ALBO PROFESSIONALE

I laureati possono iscriversi ai corsi di specializzazione prima di aver superato l’esame di stato, purché l’abilitazione alla professione avvenga entro la prima sessione utile successiva all’effettivo all’inizio dei corsi e provvedano nei trenta giorni successivi alla decorrenza dell’abilitazione a richiedere l’iscrizione all’Albo professionale.

Ricorda che per effettuare l’esame finale della scuola di specializzazione al termine del tuo percorso di studi quadriennale, sarà indispensabile che tu sia iscritto da almeno 4 anni all’Albo professionale.

COSTI

I candidati che saranno ammessi al corso quadriennale dovranno versare annualmente una quota di 4.200,00 Euro che potrà essere suddivisa in 4 rate. In caso di rinuncia dopo l’iscrizione o durante lo svolgimento del corso sarà dovuta l’intera quota di frequenza dell’anno in corso.

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Incontro gratuito fino a esaurimento posti.

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