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La nostra storia

 

L’ITC nasce nel 1979 dall’esigenza di attribuire un carattere formale alle varie attività svolte fin dai primi anni settanta da un gruppo di psicologi – prof. Ezio Sanavio, prof. Paolo Michielin, dott. Dario Janes, dott. Fabio Folgheraiter – interessati allo studio e allo sviluppo delle scienze del comportamento e della terapia del comportamento.

 

L’Istituto di Terapia del Comportamento (ITC), costituito come organismo multidisciplinare, si poneva lo scopo di promuovere la conoscenza, la diffusione e la pratica dei principi e delle tecniche di analisi e terapia del comportamento (Behaviour Therapy) ed in particolare l’applicazione della metodologia sperimentale e dei principi dell’apprendimento nell’analisi e nella modificazione del comportamento in ambito clinico e psicoterapeutico. Altro scopo dell’ITC è sempre stato quello di garantire un costante aggiornamento scientifico e la formazione professionale. In effetti l’ITC è stato tra i primi a promuovere iniziative di carattere formativo nell’ambito della terapia del comportamento.

 

Negli anni successivi l’ITC ha svolto le proprie attività in stretto raccordo con due società scientifiche nazionali: l’AIAMCAssociazione Italiana di Analisi e Modificazione del Comportamento – costituita legalmente a Verona due anni prima rispetto all’ITC, e la SIB – Società Italiana di Biofeedback – costituita a Roma da Paolo Pancheri che, con i suoi allievi, ha operato molto attivamente per la diffusione del biofeedback. Quest’ultimo ha avuto il merito di avvicinare una parte del mondo medico ad un approccio psicologico al malato somatico.
In qualità di centro affiliato alla SIB, l’ITC ha ospitato dal 1980 la Sezione Veneta della Società Italiana di Biofeedback, ha promosso con successo il cambiamento del nome in Società Italiana di Biofeedback e medicina comportamentale, ha dato vita ai relativi corsi di formazione previsti dalla SIB. Nel 1983 l’ITC ha organizzato a Padova il 4° Congresso Nazionale di Biofeedback e Medicina Comportamentale dal titolo “Scienze biomediche e scienze del comportamento: verso una nuova interpretazione della salute”, durante il quale è stata presentata la traduzione italiana del primo testo di medicina comportamentale apparso in Italia (Behavioural medicine. Practical applications in health care, di Melamed e Siegel).
Allo stesso modo, in qualità di centro affiliato all’AIAMC, l’ITC ha dato vita a molteplici iniziative culturali e scientifiche; tra le più lontane, si può ricordare il Convegno Internazionale “Apprendimento e modificazione del comportamento in età infantile”, tenutosi a Padova nel 1980, con la partecipazione, tra gli altri studiosi, di Martin A. Kozloff e James Hogg.

 

Costante del polo padovano è stata la capacità di dialogare con tutte le forze culturali e scientifiche dell’ambito cognitivo e comportamentale, rigettando drasticamente tentazioni di chiusura ed operando come polo di mediazione tra le differenti società scientifiche.

 

Con la crescita e lo sviluppo delle terapie cognitive, nel 1991 l’AIAMC ha operato una modifica: il nome esteso diventa “Associazione Italiana di Analisi e Modificazione del Comportamento e Terapia Comportamentale e Cognitiva”, mentre la sigla rimane la stessa. Nel 1992 l’European Association of Behaviour Therapy (EABT) ha modificato anch’essa il proprio nome in European Association of Behaviour and Cognitive Therapies (EABCT); analogamente, sempre nel 1992 l’ITC è stato ricostituito con il mutato nome di Istituto di Terapia Cognitiva e Comportamentale, pur mantenendo l’acronimo originario. Con questo cambiamento di denominazione si è inteso riconoscere il crescente interesse che si è progressivamente sviluppato tra i membri dell’Istituto – Silvana Cilia, Ezio Sanavio e Lorena Zanus – per lo studio e la diffusione delle terapie cognitivo-comportamentali e di molte delle terapie prettamente cognitive.
Sul piano della formazione, l’ITC ha attivato corsi in analisi e modificazione del comportamento che, in ossequio allo statuto dell’AIAMC, inizialmente erano biennali e si sono progressivamente evoluti verso una dimensione quadriennale.

 

Nel 1989 la legge italiana ha subordinato l’esercizio della psicoterapia ad una specifica formazione della durata di quattro anni cui possono accedere solo medici e psicologi. Ciò ha comportato un ripensamento approfondito dei modelli di formazione anche in psicoterapia cognitiva e comportamentale. Nel 1994 il MIUR ha riconosciuto il corso di specializzazione in psicoterapia cognitiva e comportamentale istituito dall’ITC a Padova (D.M. 24.10.1994), successivamente lo stesso corso è stato istituito a Urbino e poi trasferito nell’attuale sede di Rimini (D.M. 20.06.2005).

 

Dal 2002 l’ITC aderisce al programma nazionale di Educazione Continua in Medicina (ECM), organizzando eventi di rilievo dal punto di vista della formazione ed invitando i maggiori esperti nel mondo in ambito cognitivo comportamentale.

 

Nel 1995 inizia le pubblicazioni di Psicoterapia Cognitiva e Comportamentale – Italian Journal of Behavioural and Cognitive Psychotherapy, sotto la direzione del prof. Ezio Sanavio. Fin dalla nascita della rivista, l’ITC ospita il Comitato di Redazione. Tra le linee programmatiche della rivista vi è l’operare per avvicinare la comunità scientifica e professionale italiana alla più vasta comunità internazionale; difatti il giornale ospita spesso significativi contributi internazionali.
Attualmente Psicoterapia cognitiva e comportamentale è pubblicata sotto gli auspici di tre enti: l’Associazione Italiana di Analisi e Modificazione del Comportamento e Terapia Comportamentale e Cognitiva (AIAMC), il centro studi Fondazione Maugeri e la Società Italiana di Terapia Cognitiva e Comportamentale (SITCC).