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Sport

Lo sport affiancato alla terapia cognitivo comportamentale nel trattamento della depressione

La depressione è la prima causa di disabilità al mondo, è il motivo principale di assenza sul posto di lavoro, nonché uno delle cause maggiori di calo della produttività lavorativa. Questa psicopatologia ha un impatto economico notevole non solo a livello individuale, per quanto riguarda l’assenteismo e lo scarso rendimento, ma anche a livello mondiale: è di circa mille miliardi di dollari all’anno. Nonostante la sua ampia diffusione, la depressione viene spesso sottostimata, non viene vista come una malattia, ma piuttosto come un “momento di debolezza passeggero”. Tra la depressione e la tristezza esistono delle importanti differenze che, soprattutto in ambito clinico, devono essere accolte e prese in considerazione. Gli studi più recenti spiegano l’importanza di affiancare l’attività fisica alla terapia cognitivo comportamentale per il trattamento della depressione. Lo sport promuove infatti il rilascio di due importanti tipi di neuromediatori: l’acetilcolina e le endorfine; queste ultime sono le molecole che...
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7 consigli di mental training

Focalizza l’attenzione L’attenzione è come un fascio di luce: a seconda di dove la dirigiamo abbiamo modo di mettere a fuoco quella cosa. La nostra mente è un elaboratore d’informazioni formidabile ed estremamente veloce, però ha bisogno di ricevere le giuste informazioni in ingresso. Per la maggior parte degli sport, in particolare se individuali, è utile tenere l’attenzione focalizzata su relativamente pochi dettagli, ossia quelli che servono per il gesto atletico. Come un computer, troppi input rischiano di sovraccaricare e peggiorare la prestazione.   Lascia perdere il risultato E’ impossibile dare il massimo finché ti preoccupi degli errori che hai fatto o che hai paura di fare. Inoltre la vittoria dipende anche da fattori esterni che non puoi controllare. Imparare a focalizzarsi sulla prestazione e sul singolo gesto atletico invece che sul risultato è un buon esercizio per togliere l’ansia da prestazione.   Rimani nel presente Rimani ancorato alle tue...
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Il mese dello sport

ITC organizza degli incontri gratuiti da un paio d’anni per avvicinare studenti e curiosi al mondo della psicologia. Il mese di Novembre 2017 sarà dedicato allo sport dal punto di vista della psicologia. Ogni mercoledì per 5 mercoledì di seguito un’ospite ci presenterà una prospettiva diversa in cui la psicologia guarda allo sport. Iniziamo con il dott. Enrico Razzetti che il primo di Novembre ci parlerà degli effetti benefici dello sport sull’umore. Si dice sempre che l’esercizio fisico fa bene all’umore, ma la scienza cosa dice? Durante l’incontro verrà presentata una breve introduzione dell’Exercise Psychology. L’8 Novembre la dott.ssa Mariapia Ghedina, ex atleta professionista, ci parlerà del ruolo della forza mentale nello sport. Tra i fattori che possono permettere a un atleta di dare il meglio, ci sono specifici tipi di motivazione e un adeguato livello di ansia, ma non solo. 15 Novembre data da definire Il 22 Novembre il dott....
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La mente degli atleti: un potenziale innato

La vita da atleta comporta un notevole impegno, molte rinunce e vari rischi. Una persona che intraprende un’attività sportiva dedicandovi molto tempo ed energie non si chiede se ciò sia giusto o sbagliato perché la sua motivazione non ha bisogno di risposte.   Se in passato si credeva che fosse il fisico ciò che contava di più negli atleti, ora è invece risaputo che è la mente.   Come ci sono sportivi in perfetta forma fisica che non riescono a dare il meglio di sé, vi sono atleti di alto livello che non spiccano per la costituzione corporea rispetto a sportivi di livello inferiore, bensì per le doti mentali: vi sono infatti differenze innate tra gli individui.   Le prestazioni atletiche non migliorano solamente in funzione della motivazione e della pratica, ma soprattutto grazie alla capacità di apprendere molto velocemente; è stata di fatto riscontrata negli sportivi una maggior plasticità cerebrale,...
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Sport per migliorare l’umore: mito o realtà?

L’interesse degli psicologi per i benefici che l’esercizio fisico può portare al benessere psicologico delle persone ha avuto origine alla fine dell’800. Tale interesse è cresciuto negli anni, arrivando al suo culmine negli anni ’70, quando grazie alla moda della fitness si è assistito ad un vero e proprio fiorire delle ricerche in questo campo. La Psicologia dell’esercizio (Exercise Psychology) è focalizzata sui contributi che l’attività fisica può portare alla nostra psiche, e si distingue dalla più popolare Psicologia dello sport, focalizzata invece sui contributi che le scienze psicologiche possono dare all’incremento o al recupero di una performance sportiva ottimale. Nell’ambito della Psicologia dell’esercizio sono ormai numerose le ricerche che dimostrano effetti sostanziali dell’esercizio fisico sulla sintomatologia dei disturbi psicologici più comuni: vale a dire l’ansia e la depressione. Allenarsi con costanza e senza sforzi eccessivi sembra essere un grande alleato nella lotta contro la depressione e un potente fattore...
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Sport e disturbi dell’alimentazione (Parte 1) – le pressioni ambientali

In ambito sportivo la cura del proprio fisico e l’estetica rappresentano un aspetto rilevante in quanto ritenuti fattori determinanti per la qualità della performance. In tale ambito le diete e il rigoroso controllo di apporto calorico, così come il costante monitoraggio del peso e della forma fisica, vengono incoraggiati e ritenuti indicativi del livello di dedizione e impegno dell’atleta. Negli ambienti sportivi, infatti, agli atleti viene solitamente suggerito come comportarsi in varie aree della loro vita, non ultimo il regime alimentare da tenere. Sotto l’insieme di tali spinte l’individuo può iperinvestire nel controllo della forma e del peso dando inizio ad un processo che, complici una serie di fattori individuali e contestuali, può sfociare in un vero e proprio disturbo. Non è un caso infatti che spesso si senta parlare di alcuni sport in termini di contesti favorevoli allo sviluppo dei disturbi del comportamento alimentare, vale a dire quella particolare...
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Sport e benessere psicologico: i meccanismi alla base degli effetti benefici sull’umore e sull’ansia

È noto da tempo che il movimento e l’attività fisica rappresentano un toccasana per il nostro organismo, sia per il benessere fisico che per il benessere mentale. Le crescenti evidenze in merito a tali benefici hanno spinto vari studiosi ad interrogarsi sulle ragioni che stanno alla base dei cambiamenti osservati. Le ipotesi esplicative che sono state fornite chiamano in causa meccanismi di volta in volta differenti che interagiscono tra loro senza escludersi a vicenda. Per molti di questi meccanismi esistono oggi prove sperimentali. Di seguito proponiamo una sintesi delle tre principali ipotesi avanzate.   ‘Time-out’ dallo stress   Una delle spiegazione proposte per gli effetti che l’attività fisica sembra avere sull’umore, sull’ansia e sulla sensazione di benessere psicologico è quella secondo cui sarebbe la distrazione da eventi stressanti a produrre benefici piuttosto che l’attività fisica in sé. Questa spiegazione ha origine da studi che hanno voluto confrontare gli effetti dell’attività...
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Dropout sportivo: breve rassegna dei fattori associati

Le spinte motivazionali rivestono un ruolo centrale in qualsiasi attività finalizzata ed in modo particolare in quelle che richiedono un prolungato impegno fisico e mentale. In ambito sportivo, in particolare, il venire meno di queste spinte può portare a quello che gli esperti definiscono ‘dropout’, vale a dire l’abbandono dell’attività sportiva. Tale fenomeno è da tempo oggetto di attenzione non solo di chi si occupa di psicologia dello sport, ma anche degli enti di promozione sportiva nazionali. Tutto ciò in ragione dei dati raccolti dall’ente statistico nazionale (Istituto Nazionale di Statistica [ISTAT], 2014) e dalle indagini europee (European Commission, 2014), che dimostrano come più di un terzo della popolazione italiana riferisca di condurre una vita completamente sedentaria e come il nostro Paese riporti livelli di sedentarietà superiori alla media degli altri Paesi europei. Negli ultimi 30 anni sono stati diversi gli autori che hanno cercato di analizzare il fenomeno dell’abbandono...
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Allenarsi a stare bene: 5 consigli pratici per aumentare il benessere psicologico attraverso l’attività fisica.

Nel corso degli ultimi decenni, diversi studi sono stati dedicati a verificare se lo sport e l’attività fisica siano in grado di produrre effetti benefici sulla salute mentale. Le prove acquisite sembrano suggerire come programmi di attività fisica abbiano di fatto un peso rilevante sia come fattori protettivi per l’insorgenza e le ricadute di alcuni disturbi, sia come fattori capaci di favorire la riduzione di particolari categorie di sintomi, quali sintomi depressivi, l’ansia e lo stress (Conn, 2010; Long & Stavel, 1995; Petruzzello, Landers, Hatfield, Kubitz, & Salazar, 1991; Stathopoulou, Powers, Berry, Smits, & Otto, 2006; Whitton, Warner, & Appleby, 1996; Wipfli, Rethorst, & Landers, 2008). Oggi giorno possiamo infatti sostenere con ragionevole certezza che l’esercizio fisico non solo ha effetti rilevanti sul benessere psicologico, ma rappresenta un utile ausilio alle stesse terapie psicologiche, al punto da comparire all’interno di linee guide internazionali come parte di trattamenti per molte forme...
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