metafore cbt

L’uso delle metafore nella CBT

La metafora nel linguaggio comune

Nel linguaggio comune spesso facciamo ricorso alle cosiddette figure retoriche, talvolta intenzionalmente, altre volte senza nemmeno rendercene conto. La più comune tra queste è la metafora che compare quando utilizziamo espressioni del tipo: “quell’uomo è una volpe” oppure “mi sono sentito sprofondare”.

Cosa si intende esattamente per metafora? Di fatto, la metafora è un’immagine di forte carica espressiva che nasce da un gioco di associazioni tra due elementi (uno familiare, l’altro no) che, pur appartenendo a realtà differenti, condividono una qualche caratteristica saliente.

Il grande uso che ne viene fatto dipende dal fatto che esse sono utili ad afferrare rapidamente e sommariamente un significato o un concetto senza incorrere in lunghe spiegazioni, e a cogliere con maggiore incisività sentimenti ed esperienze che si sottraggono ad una spiegazione precisa e puntuale.

Una buona metafora può produrre effetti che difficilmente si potrebbero ottenere con argomentazioni ordinarie e lineari. Una metafora può svelare un aspetto decisivo ed è un potente strumento per evocare emozioni o per attivare un senso di identificazione, che dipende dal richiamo di quelli che potremmo chiamare ‘frame esperienziali preesistenti’. In altre parole, la metafora è utile a chiarire, illustrare ed emozionare. Non a caso, disporre di un armamentario metaforico strategico e penetrante rappresenta un importante strumento comunicativo da chi si occupa di propaganda politica e di spot pubblicitari.

 

La metafora in psicoterapia

Anche in psicologia l’uso della metafora è piuttosto diffuso. Negli approcci terapeutici le metafore hanno una lunga e importante tradizione (ad esempio nella psicoanalisi o all’Acceptance and Commitment Therapy).

Nella terapia cognitiva e comportamentale, in particolare, il terapeuta può impiegarle nella loro forma canonica (es. “i comportamenti sono la punta dell’iceberg, mentre i pensieri sono ciò che si nasconde sotto la superficie”) oppure, più spesso, può proporle in forma di brevi racconti, parabole o miti nei quali si nasconde un messaggio.

Le metafore costituiscono un prezioso strumento per il clinico in quanto:

• Aiutano la persona a comprendere concetti e processi psicologici – spesso troppo astratti – generando comprensione, intesa e rafforzando l’alleanza terapeutica;

• Evocano emozioni che possono promuovere comportamenti improntati al cambiamento;

• Evocano immagini che rimangono impresse più facilmente nella memoria di chi ascolta, evitando che la persona si dimentichi, a distanza di tempo, dei temi trattati in seduta;

• Favorisce la riformulazione di un dato problema, un nuovo inquadramento della situazione, portando a cambiamenti nel modo di approcciarsi e reagire ad essa. Un esempio di questo è la cosiddetta metafora della “gamba rotta”. I clienti con depressione vivono, comprensibilmente, uno stato di profonda frustrazione causato dai loro sintomi. Queste persone in terapia spesso incolpano se stesse per il fatto di non essere ancora riuscite a stare meglio. In questi casi, come terapeuta è utile chiedere: “sarebbe stato così duro con se stesso se avesse una gamba rotta? Una gamba rotta ha bisogno di tempo per guarire e bisogna iniziare a camminare gradualmente quando si recupera forza. Non può mettersi a correre prima di saper camminare e se ci prova probabilmente starà peggio”. Interventi di questo tipo ristrutturano il punto di vista della persona, che comprende come non sia possibile migliorare in una notte, e impara ad essere più indulgente con se stessa.

 

I rischi della metafora

Nel lavoro psicoterapeutico, tuttavia, l’uso della metafora non è privo di rischi. Trattandosi di un processo che fa largo affidamento sul sistema di significati che la persona si è costruita sulla base della propria personale esperienza, controllare le associazioni semantiche che le nostre immagini creano negli altri può essere complicato. Per questo motivo, è meglio scegliere le metafore sulla base del background della persona e le analogie proposte con la metafora andrebbero sempre discusse con la persona per essere sicuri che il messaggio sia stato compreso. Agganciare le metafore al passato personale favorisce il passaggio dal “pensare al sentire”, rendendo il messaggio più efficace e incisivo.

 
Bibliografia

  • Caprara, V. G. (Ed.). (1996). Le ragioni del successo. Bologna: Il Mulino.
  • Stott, R., Mansell, W., Salkovskis, P., Lavender, A., & Cartwright-Hatton, S. (2010).
  • Oxford Guide to Metaphors in CBT: Building Cognitive Bridges. Oxford, New York: Oxford University Press.

Lascia un commento