Trattamento dell’ADHD in età evolutiva: dalla prospettiva classica all’integrazione con i nuovi approcci terapeutici

Dover stare fermi ma non riuscire a stare fermi…questo è il problema!!
Avete presente quella gambetta che si muove a più non posso sotto il tavolo, quel costante bisogno di sminuzzare la carta o“tickettare” con la penna? può essere fastidioso per chi sta accanto, ma potrebbe esserlo anche per chi queste azioni le compie quotidianamente nel tentativo di non perdere
l’attenzione altrove.
L’ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività) è uno dei disturbi del neurosviluppo ad oggi più studiati, ma è anche tra i più difficili da trattare: non è solo difficoltà di attenzione o
iperattività, è un disturbo complesso che impatta la scuola, la famiglia e la vita sociale. Ad oggi i
trattamenti classici, come la farmacoterapia, il parent e il teacher training, le tecniche comportamentali evidence based e il training autoregolativo dimostrano la loro efficacia ma non
risultano risolutivi per tutti quei bambini e ragazzi che soffrono per questo disturbo, comportando dispersione scolastica e sensations seeking spesso pericolosi. Da qui l’esigenza di ampliare il grandangolo scientifico e pensare ad approcci di recente sviluppo che possano migliorare la qualità di vita di questi ragazzi. Ma il passato non è mai tutto da buttare, tutt’altro! La nostra tesi propone un modello residenziale/semiresidenziale innovativo, capace di integrare i trattamenti classici con gli approcci e le tecnologie emergenti, quali l’ACT, la Mindfulness, la gamification, il biofeedback e la realtà virtuale. Perché mai una psicoeducazione non può essere fatta attraverso una splendida meditazione o usando l’intelligenza artificiale?
Specializzandi:
- Dott.ssa Alessandra Guiotto
- Dott. Luca Marcadella
- Dott.ssa Michela Bonetto
- Dott.ssa Valentina Di Nunzio